L'evento fa capo presso Pescasseroli, e si consiglia il pernottamento nelle vicinanze.
Per chi lo voglia si può abbinare con il giro del sabato 24 maggio, con partenza sempre dal paese di Pescasseroli.
Premessa: Per partecipare rivolgersi al 3286166887 Lelio. Escursione Impegnativa di tipo montano che va a completare e rendere ancora più duro il giro Passo Godi e gli alti pascoli. In questa versione si raggiunge l’apice delle proposte nella parte orientale del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) tra i più antichi e preziosi d’Italia. Qui la presenza umana sempre rispettosa della natura garantisce la spettacolare visione d’insieme dei Monti Marsicano, Godi, Genzana che insieme al paese di Scanno regalano un mix irresistibile.
Descrizione: il giro è suddiviso in tre parti distinte: un prologo iniziale che parte dal “Rifugio passo Godi” con l’ampio parcheggio e il bar/ristorante e termina al primo stazzo. La parte centrale con il suo carattere più alpinistico e la parte finale con la lunga salita (circa 10 km su sterrato + 2 su asfalto) che riporta al punto di partenza.
Una volta partiti e superato il primo km (a circa 1550 m), con la magnifica vista sulla destra della Serra Santa Maria, s’imbocca una comoda sterrata che con qualche tornante e poi in saliscendi (si toccano 1630 m) abbraccia il Monte Godi. È lui il protagonista di questa prima parte. Nelle giornate limpide, sempre nei primi km, sarà facile scorgere tra le fronde dei primi faggi il profilo inconfondibile del Corno Grande. Dopo questo inizio sinuoso la sterrata incontra una prima ampia zona di pascolo con il caratteristico Stazzo di Ziomas 1565 m. che chiude il prologo. Ancora oggi utilizzato dai pastori è punto di riferimento importante anche per gli escursionisti e segna nettamente il percorso che ora punta dritto verso il maestoso Monte Marsicano. Da questo punto e per tutta la parte centrale del giro si affronta un incremento di difficoltà sia del livello tecnico di guida che delle pendenze di salite e discese, come anticipato è la parte più alpinistica del giro. Subito il fondo sassoso impegna a trovare la giusta traiettoria per arrivare ad una piccola cresta a 1610 m. preludio di una adrenalinica picchiata lungo la monumentale Serra di Ziomas. Come sempre, in questi casi, nulla vieta di percorrere i punti più difficili conducendo la bici a mano (Non siamo in gara). Terminata la discesa (a 1541 m.) la strada s’impenna di nuovo entrando in una splendida faggeta che termina in un’altra radura spesso frequentata da cavalli bradi. Il giro dopo questa breve parentesi torna a salire costringendo a proseguire a piedi per un centinaio di metri per giungere alla quota massima del giro a 1705 m. Lo sforzo sarà ampiamente ricompensato dalla splendida piana con il secondo rifugio (sempre aperto) della giornata che invita ad una piacevolissima sosta. Il pascolo per la sua bellezza merita una piccola descrizione: situato sui 1700 m. è incastonato subito sotto il passo della Corte e altre vette di 2000 m. Ospita, come accennato, lo stazzo di Campo Rotondo attrezzato al meglio per offrire dalla semplice tazza di caffè al pernottamento (di fortuna). La zona è teatro di splendide scialpinistiche che suggeriscono proprio il tratto successivo della gita. Con molta attenzione si procede liberi da sentieri disegnando un cerchio attorno ad un colle fino a riprendere un piccolo tratto fatto all’andata. Superata una parte di discesa che potrebbe anche questa risultare impegnativa, si arriva ad un incrocio e ad incontrare le sorgenti del torrente Tasso. Il percorso segue per ampi tratti il corso d’acqua scendendo in direzione Scanno. S’incontra una ottima azienda bio casearia e un bar-ristorante utile per una sosta prima di chiudere la seconda parte del percorso. È qui che s’innesta la variante che arricchisce di bellezza e impegno il tracciato originale da me proposto. A quota 1136 m si continua, in discesa, lungo la provinciale in un susseguirsi di tonanti e curve fino a giungere ai limiti del paese di Scanno. Si giunge ad un bivio per piegare bruscamente e incunearsi nella stretta gola detta Fosso di Jovana. Passato il guado di acqua cristallina del fiume Sagittario, a circa 975 m, si procede inerpicandosi tra imponenti bastioni naturali seguendo il Fosso citato e il torrente omonimo con lo scorrere veloce dell’acqua come colonna sonora. È qui che inizia la terza e ultima frazione dell’escursione con la salita finale di circa 12 km con circa 600 m di dislivello. Inizialmente rettilinea la sterrata sale decisa con uno strappo importante che in due tornanti e un dosso fa entrare nella parte più aperta del Vallone delle Masserie. Si accede così a verdi pascoli (bassi nel confronto con quelli percorsi nella prima parte) e al bel Agriturismo Jovana con la possibilità di godere di ampi scenari dove su tutto domina il Monte Genzana di 2170 m. e della Serra Sparvera di 2034 m. La sosta è d’obbligo grazie alla squisita gestione familiare che garantisce la vendita di prodotti della valle. Si riparte superando la Chiesetta di San Lorenzo con la strada che s’impenna passando sotto le antiche vestigia della Torre Jovana severa custode di questo pagus* già abitato agli inizi del XV secolo. Si comprende che seppure difronte ad uno sterrato quasi perfetto si deve prestare attenzione nel dosare con attenzione lo sforzo di questa frazione finale. Con una serie di ampi tornanti e un piccolo ponte ci si riavvicina al corso del torrente fino a raggiungerne le sorgenti sull’ ultimo pascolo dov’è presente un fontanile. Tutto ciò anticipa, con il risalire di quota, alla faggeta e al Valico della Cantoniera Mimola. Lasciata la sterrata si procede sulla provinciale, per raggiungere nuovamente passo Godi dopo circa 2 km e terminando in dolce discesa di 1,5 km giusto per sciogliere le gambe e chiudere questa strepitosa escursione.
Caratteristiche tecniche: percorso di tipo montano completo con presenza di salite e discese impegnative e tratto libero privo di sentiero (tratto derivato da percorso scialpinistico! Nulla di impraticabile ma come sempre non siamo in gara e in caso si possono sempre affrontare a piedi le parti più ostiche). Dislivello di circa 1000 m per 40 km.
* Il termine latino pagus fa parte del lessico amministrativo romano e stava a indicare una circoscrizione territoriale rurale (cioè al di fuori dei confini della città), di origine preromana e poi romana, accentrata su luoghi di culto locale pagano prima e cristiano poi. Da esso deriva il termine pagano.
Vi aspetto e Buon divertimento
Impegnativo
Per partecipare rivolgersi al 3286166887 Lelio.
Descrizione: percorso MEDIO IMPEGNATIVO che si snoda nel cuore del parco nazionale d’Abruzzo. Questa classica di MTB parte dall’incantevole paese di Pescasseroli a quota 1100 m e si segue la strada che in leggera discesa segue il fiume Sangro verso Opi.
Passata la piccola gola creata dal fiume inizia la prima salita del giro di circa 9 km con il paesino arroccato sulla sinistra. Passato un incrocio si continua verso il passo di Forca d’Acero. La strada, molto suggestiva, si inoltra tra i faggi vetusti con splendida vista sul Monte Marsicano e Opi. Raggiunta la sterrata a circa 1500 m si piega in discesa sulla piana di Macchiarvana che in inverno ospita itinerari di sci di fondo. L’atmosfera incantata accompagna il cammino e dopo aver percorso qualche chilometro e toccati i 1350 m si comincia la seconda salita di circa 5 km verso il santuario di Monte Tranquillo. Questo è dedicato alla Madonna dagli abitanti di Pescasseroli come ringraziamento per aver risparmiato il paese dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. La salita continua piacevole e annovera sette tornanti a stemperare le parti più ripide. Si respira il profumo tipico del parco e arrivati alla chiesa, a circa 1600 m, si ha la magnifica possibilità di godere di un ampio panorama con il Marsicano e la Majella. Dopo una breve sosta si prosegue per l’ultimo piccolo tratto da affrontare spingendo la bici a mano che porta ad un bel rifugio (1625 m) sotto la vetta del monte Tranquillo. Dopo aver goduto di tanta bellezza e quiete si inizia la via del ritorno seguendo la via di salita e sfruttando anche tratti di sentiero. La divertente discesa nel fitto bosco alterna anche piccoli pianori fino ad arrivare ad un bel fontanile e ad un maneggio con le prime case di Pescasseroli che segnano il termine di questa bella escursione.
Caratteristiche tecniche: escursione che non presenta difficoltà tecniche ma che annovera la salita al passo di Forca d’Acero e al monte Tranquillo. Il giro è di circa 33 km per 760 m di dislivello.
Vi aspetto e Buon divertimento
Medio / Impegnativo
2016 Lelio Mario Libotte
LBTLMR68L30H501M